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Vi capita mai di sentirvi fuori luogo? Che sia nel posto di lavoro, all'università o persino alle cene di famiglia. È forse una delle situazioni più spiacevoli e avvilenti nella quale ritrovarsi. Tuttavia, nonostante nell'immaginario collettivo non vi sia nulla di bello nel sentirsi fuori posto, se ci si sforza, è possibile trovarvi degli aspetti positivi. Ed è proprio quello che ha fatto il cantautore Luciano Nardozza con il suo secondo lavoro discografico: "Fuori Luogo". Nelle dieci tracce che lo vanno a comporre, Nardozza è riuscito infatti a far emergere la bellezza di chi vive nella piena consapevolezza di essere fuori luogo, elogiandone l'eccezionale spontaneità, nei gesti come nelle parole, e il relativo agire d'istinto, senza nascondersi dietro comportamenti preconfezionati.

 

Luciano Nardozza ritorna dunque in grande stile, con un disco molto interessante, capace di conquistare facilmente ampie fasce di ascoltatori. Siamo curiosi di vedere quali saranno i suoi prossimi passi."

 (Rock It su Fuori Luogo)

 

“Ci ha letteralmente sorpreso per le sue canzoni… “Il Folle Mio Librarmi in Volo”, che reputo spettacolare per melodia e testi e fa notare agli addetti ai lavori che Nardozza è un vero artista ed una grande penna per la musica italiana…
Quest'album riesce a parlare al cuore delle persone di ogni età e, una volta ascoltato, arricchisce riempiendo cuore e anima.
Con “Frastuono di Passi” sono rimasto letteralmente folgorato da questo artista che riuscirà sicuramente a dare un contributo importante nella musica italiana… “
(Musica Italiana Emergente)

“Ci sono due concetti-chiave alla base di “Di passaggio”: il tempo e l’amore. Sono queste le due colonne del disco, sulle quali Luciano Nardozza costruisce brani semplici, genuini, ingenui e comunque non banali, con un cantautorato pop pulito ed essenziale, che ricorda lo stile di Nicolò Fabi, Samuele Bersani e persino Finardi, ma che riesce a trovare la propria dimensione individuale. “
(Rock It sul primo disco Di Passaggio)


“Il primo gradino del podio è stato assegnato a Luciano Nardozza… Il musicista lucano e milanese di adozione ha convinto per la cura dei testi e per la buona padronanza tecnica vocale e strumentale, come anche per la vena intimista che lo avvicina al cantautorato romano. “
(L’Isola che non c’era, in riferimento alla vittoria al Festival Villeggendo 2017)

 

 “Luciano è un musicista a tutto campo… una catena di montaggio compositiva mai doma, sempre alla ricerca di qualche dettaglio aggiuntivo che possa creare un sound più piacevole e ricco.
Di Passaggio è un album davvero piacevole, di compagnia, che sa allietare, e che, pur attingendo da moltissimi generi, riesce a creare nell’ascoltatore delle linee guida e un messaggio musicale ben definiti.”
(Il Megafono)